Percorso di Belluno

Chiesa di San Pietro.
L’antica chiesa, fondata nel 1326 come ricorda una lapide che ancora si conserva sopra la porta d’accesso alla sagrestia, fu profondamente rinnovata alla metà del secolo XVI assumendo l’attuale aspetto barocco. Tuttavia i lavori nella Cappella Fulcis risultano già conclusi nell’estate del 1709 e, come ricorda il notaio Brandolino Pagani, “la pittura della palla, come le altre pitture che si vedono sopra i muri furono fatti di mano del sig.r Sebastian Rizzi nostro pittore bellunese”. Nella cappella, una delicata decorazione a stucco incornicia due affreschi del Maestro che raffigurano La chiamata di San Pietro e La decollazione di San Giovanni Battista e gli stessi santi compaiono sulla pala d’altare insieme alla Madonna col Bambino. Non è un caso che in questa sede vengano proposti episodi salienti della vita dei due santi: San Pietro, oltre ad essere titolare della chiesa è anche il santo onomastico di Pietro Fulcis, quello stesso Pietro che con grande onore era stato ammesso all’ordine del Cavalierato di Malta di cui Giovanni Battista è patrono.

Museo Civico.
Delle sei importanti opere di Sebastiano Ricci che appartengono alle collezioni civiche, solo la grande tela mistilinea raffigurante la Caduta di Fetonte, proveniente dal settecentesco Palazzo Fulcis, resta esposta in Museo. Qui, nella sala Ricci, viene proposta a video un’accurata ricostruzione virtuale che permetterà al visitatore di entrare nel sontuoso “camerino Fulcis” in cui la tela occupava il soffitto. Il salottino, tuttora esistente e rivestito di preziosi stucchi ad altorilievo, comprendeva anche altre opere di Sebastiano: quattro tele ovali, ora disperse, con figurati Apollo e Dafne, Pan e Siringa e amorini; e, ancora in loco, quattro monocromi violetti realizzati ad olio su muro con Diana e Atteone, Apollo e Marsia, La battaglia tra Lapiti e Centauri e un Baccanale. Le opere vennero probabilmente commissionate al pittore in occasione della nomina di Pietro Fulcis (1702) a “cavaliere non professo” nell’ordine di Malta, ordine il cui emblema compare ancora nella decorazione a stucco superstite.

Palazzo Crepadona.
Nell’ampio spazio espositivo del “cubo” di Palazzo Crepadona sono stati allestiti gli altri due dipinti del ciclo di palazzo Fulcis – Ercole al bivio ed Ercole e Onfale – e le altre opere di proprietà civica: Giobbe schernito, Riposo durante la fuga in Egitto e la Testa della Samaritana. Quest’ultima, è l’unica testimonianza superstite dell’altrimenti perduto ciclo ad affresco che decorava il salone di Villa Belvedere a Belluno e viene esposta insieme al disegno preparatorio restaurato per l’occasione. La sede è stata scelta non solo per dare più ampio respiro alle opere del Maestro – qui infatti, l’altezza permette la proiezione del Fetonte ad una distanza che consente di ammirarne appieno la forza pittorica, verrà inoltre collocata anche la bella ma poco nota pala della Crocifissione che si trova nella chiesa parrocchiale di Fregona – ma anche per proporre accanto ai dipinti di Ricci quelli del suo allievo bellunese Gaspare Diziani di cui si segnala l’Estasi di San Francesco, uno dei lavori che più risente della lezione del Maestro.