CHE
COS'È CHIAROSCURO?
CHIAROSCURO
è un progetto, promosso dal "Centro Internazionale
del Libro Parlato", attraverso il quale si eseguono in rilievo
opere pittoriche utilizzando un computer e una macchina utensile.
L'opera viene riprodotta in resina trasparente per l'esplorazione
tattile e viene
corredata da un'audioguida. Nella foto a sinistra sono riprodotti
sia il dipinto originale Testa della Samaritana di Sebastiano
Ricci, che il q
uadro
realizzato con questa tecnica.
Il programma è anche utilizzato per la realizzazione di
piante, percorsi di chiese, edifici, parchi naturalistici.
Il Museo Civico di Belluno è entrato a far parte del progetto
pilota con ben otto opere inserite nel percorso espositivo.
Nella foto a destra un altro esempio dell'utilizzo della tecnica:
Testa di donna da un frammento di affresco di Pomponio
Amalteo.
COME
SONO STATE SCELTE LE OPERE?
Oltre
a motivi tecnici pertinenti alla qualità e alle dimensioni
della riproduzione tattile che impone la scelta di dipinti con
schemi compositivi relativamente semplificati, si sono usati diversi
criteri di selezione.
La
Madonna col Bambino di Bartolomeo Montagna (foto a sinistra),
il Ritratto di Ermolao Il Pisani di Alessandro Longhi e
il Ritratto di giovane di Fra' Galgario, oltre ad essere
dipinti di altissima
qualità,
facevano parte del lascito di Antonio Giampiccoli da cui nel 1876
ha avuto origine il Museo Civico di Belluno.
Le opere di Pomponio Amalteo e di Sebastiano Ricci sono le uniche
testimonianze superstiti di due importantissimi cicli decorativi
bellunesi purtroppo perduti: Testa di donna di Pomponio
Amalteo apparteneva alle scene affrescate in una sala della "Caminada
dei Nobili", mentre la Testa della Samaritana faceva
parte dei dipinti a olio su marmorino realizzati da Sebastiano
Ricci per il salone della villa del Belvedere. L'Aiace
(foto a destra) è un'opera giovanile del pittore bellunese
Giovanni De Min, tra i protagonisti della scena artistica veneta
nel primo Ottocento. l ritratti eseguiti da Placido Fabris e Pietro
Paoletti testimoniano invece delle grandi capacità di questi
protagonisti della scuola pittorica bellunese dell'Ottocento.